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Ecco la riforma scolastica della Gelmini
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03-16-2010, 06:46 AM #1
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ROMA (15 marzo) - Dal prossimo anno scolastico avremo classi più affollate. Alla manovra per ridurre i posti in organico si accompagna l’aumento del numero degli alunni per classe. Il processo è graduale, ma inesorabile. Nelle materne l’anno scorso non si poteva costituire una classe se non c’erano almeno 18 bambini (la precedente normativa ne prevedeva 15). Stessa situazione alle elementari, dove nel 2009 il numero minimo è salito da 10 a 15 per classe. Ma non basta. Dal prossimo anno scolastico le scuole dovranno prepararsi alla fase due: dopo avere alzato l’asticella del numero minimo legale (al di sotto del quale non si può istituire una classe) anche il numero massimo di alunni è destinato a salire. Alle elementari e medie avremo classi con 26-27 ragazzi e alle superiori con 30-33.

«Addio percorsi individualizzati e addio qualità - sostiene Gigliola Corduas, presidente della Fnism, la Federazione nazionale degli insegnanti - Non si migliora la scuola tagliando, con le classi affollate sarà impossibile coniugare la qualità con il numero elevato di presenze. C’è una emergenza educativa che non si può affrontare così». Per le elementari dal primo settembre il tetto degli alunni per classe potrà salire fino a 25-26, estensibile fino a 27. Identico destino per le prime classi delle scuole medie inferiori. Anche le prime classi delle superiori saranno costituite di norma da almeno 27 studenti, prima erano 25. La stretta non risparmia le pluriclassi, quelle che ospitano bambini di gradi diversi di scuola: il numero minimo per loro passa da 6 a 8 e il massimo da 12 a 18.

«Con le classi da 30-32 ragazzi - sottolinea la Corduas - si fatica a uscire dai vecchi modelli, così si torna alla scuola dei percorsi standardizzati. Ma la centralità dell’alunno non era una priorità?». «Meno ore di lezione, meno insegnanti, meno offerta formativa, la politica dei tagli indebolisce la scuola», denunciano in coro tutti i sindacati, dai Confederali ai Cobas. Domenico Pantaleo, Massimo Di Menna e Francesco Scrima, i segretari di Cgil, Cisl e Uil, aggiungono: «Con la legge 133 del 2008 nel triennio 2009-2011 vengono soppressi 87.400 posti per gli insegnanti e 45.334 posti per i tecnici e gli amministrativi. Anziché investire, penalizziamo l’istruzione». Il taglio dei moduli nella scuola elementare e la riduzione delle compresenze sono state una delle leve usate per ridimensionare il numero delle cattedre.

A questo si aggiunge la riduzione dell’orario scolastico. Ma per il ministro Mariastella Gelmini «non possiamo credere all’assioma più insegnanti, più qualità». «Non è più sostenibile quel principio - sottolinea il ministro - perché finora è stato smentito: il confronto tra noi e gli altri Paesi dimostra che il sistema scolastico italiano ha sì un maggior numero di insegnanti ma una minore qualità. Tra l’altro l’Ocse da anni rimarca che da noi il rapporto docenti-alunni è il più basso fra i Paesi aderenti: abbiamo un insegnante ogni 10-11 alunni. Perciò il contenimento degli organici previsto dalla legge finanziaria non può incidere, per questi motivi, sulla qualità ed efficienza dei servizi scolastici». In ogni caso, assicura la Gelmini, le «dotazioni organiche terranno conto delle esigenze degli utenti, a cominciare dal tempo pieno».

Fonte Ilmessaggiero.it - Leggi tutto

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03-16-2010, 06:46 AM
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